Fuga in stile Londinese

Ciò che mi gratificava maggiormente di aver lavorato a Parigi era aver conosciuto persone favolose, con alcune delle quali mantenni rapporti di amicizia. Infatti, Giovedì sarei partita per Londra, dove avrei incontrato un mio ex collega di Yves Saint Laurent che aveva deciso di trasferirsi lì per lavoro. Ecco i benefici di una ragazza neo-single in cerca di fuga dalla propria routine (e dal proprio ex). Mi sarei trattenuta solo per tre giorni, in quanto stavo attendendo il riscontro del famigerato colloquio.

Una delle mie fatidiche e ormai ovvie domande era: Prendere un aereo e fuggire lontano significa sviare le proprie responsabilità? Quanti di noi vorrebbero prendere e andarsene lontano, ma in realtà non lo fanno per paura?
Ultimamente ero sempre più dell’idea che qualche volta ammettere a se stessi di aver bisogno di “staccare la spina” è il primo passo per uscire da un periodo difficile. Il secondo step, forse quello più incerto e soggetto a vulnerabilità, è quello di agire e buttarsi.
Tutti abbiamo delle responsabilità: lavoro, studio, famiglia, relazioni, ecc. Tuttavia qualche volta può risultare sano spegnere il computer, togliersi la maschera pirandelliana e prendere il primo volo.

Non definirei questo atto qualcosa di estremamente irresponsabile e nemmeno da deboli, anzi, a volte serve più forza per agire piuttosto che per portarsi un macigno addosso.
C’è chi dice che scappare non serve a nulla, ma se avessi voluto scappare sicuramente avrei cambiato identità, preso un volo di andata senza ritorno, smesso di lavorare e probabilmente di fare qualsiasi altra cosa che rende un essere umano tale. Ma questo, chiaramente, non era il mio caso.

Il mio desiderio più grande? Sorseggiare un cocktail in un bar che non conosco, in cui non incontrerò nessuno di familiare, in cui tutto sarà assolutamente estraneo. Cosa c’è di meglio?

La paura di mollare la presa per pensare a se stessi è paragonabile alla paura di un vaccino per curare un’epidemia su larga scala: è autodistruttiva. Quindi, metaforicamente, vaccinatevi di più e la vostra vita sarà migliore e sicuramente più felice.

 

Chiara Airoldi

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