Cenerentola 2.0

Il giorno fatidico era arrivato: terzo e ultimo colloquio per la maison dei miei sogni. Essendo maniacale dell’ordine e tendente all’organizzazione compulsiva uscì di casa presto, per arrivare al colloquio alle 10:30. Quando pensavo che l’universo girasse per il verso giusto, il treno ritardó e la metro rallentava, con frequenti stop in mezzo al nulla.

Arrivata a San Babila, dove una miriade di cravatte si muovevano velocemente per la strada, c’ero io: tacco 12, abitino nero e giacca formale (un caldo infernale). Non avevo idea di dove si trovasse l’headquarter, così pensai saggiamente di utilizzare google maps. La precisione di questa applicazione fu paragonabile a un orologio svizzero, rotto. Ero in ritardo e la cosa mi stava creando uno stress psicologico non indifferente. Chiesi indicazioni a persone a cui dedicherò un monumento.

10:28 e ancora non sapevo dove diamine si trovasse il fatidico sito. Nella fretta e disperazione, quando pensavo che la giornata non potesse iniziare peggio, persi letteralmente la scarpa in mezzo alla strada. Sulle strisce pedonali. Zoppicante, imbarazzata e mortificata mi catapultai in strada per raccoglierla. Dopo aver superato questo ennesimo ostacolo e dopo altre tre vie sbagliate arrivai dinnanzi allo stabilimento. Lí realizzai che ero già stata in quel posto, per un colloquio con Dior.

Nonostante la disperazione entrai in reception con tre minuti di ritardo (miracolo), con un’aria tutt’altro che presentabile. Sconvolta. Dopo qualche minuto di attesa mi annunciarono che il colloquio sarebbe stato posticipato di un’ora, in quanto mancava la persona che doveva ricevermi.

In tutto questo mi domandavo cosa avessi fatto di sbagliato per meritarmi una mattinata così piena di peripezie. La vita ci mette alla prova ogni giorno, ma a che scopo? Qual è il fine ultimo di perdere una scarpa e arrivare tardi il giorno più importante della tua vita? 

Questo training di vita, fatto proprio in  momenti meno opportuni, ci sta mettendo alla prova per prepararci allo step successivo della nostra carriera/vita in generale? È come un reminder che ci dice ehi, bellezza, sei arrivata qui. Ora potrebbe verificarsi un nuovo inizio quindi svegliati.

Ecco, non era proprio necessario farmi vivere una mattinata alla Bridget Jones per darmi consapevolezza della mia esistenza. Ma cosa possiamo farci: c’est la vie ed è bella così.

Chiara Airoldi

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