Auto-realizzazione e come arrivarci

Avevo una settimana di ferie per rilassarmi, passare più tempo con le persone a me care e ovviamente stare con me stessa senza dover pensare a nulla. Perché sì, avendo finito gli esami non avevo più il peso angosciante delle otto ore di studio negli unici due giorni di riposo. Il vuoto cosmico. Una persona hyper come me sarebbe sopravvissuta a una settimana di nulla-facenza più totale? Ovviamente avevo già trovato qualcosa da fare in alternativa a spiaggiarmi sul divano o dormire quindici ore consecutive. Avevo infatti già pianificato la mia settimana fino al venerdì, incastrando aperitivi e pranzi qua e là. Si trattava di organizzare il proprio quality time, tra famiglia e amicizie. Mi resi conto che era da troppo tempo che non avevo una pausa così totalizzante. Nessuna responsabilità . Nessuna deadline da rispettare. Una sensazione strana. Amavo il mio lavoro e il mio percorso universitario, ma era da un anno e mezzo che questi due aspetti della mia vita non andavano in pausa contemporaneamente. Ma la manna scesa del cielo era arrivata in mio soccorso, per salvarmi da una crisi isterica.

In questi giorni non stavo e non avrei riflettuto sulla mia vita sentimentale, in quanto stava completamente uscendo dalla mia vita ogni forma di romanticismo. Quel poco che era rimasto era dedicato interamente a un calice di Barolo in una tavola calda. Che visione eterea. Perlopiù avrei rimesso in ordine le mie idee e organizzato i prossimi mesi tra studio e lavoro.
In tutto questo mi domandavo: era giusto pianificare (o almeno provarci) completamente la propria esistenza, come se la nostra vita fosse un infinito planning in continuo aggiornamento? Così facendo avremmo lasciato spazio alla sana irrazionalità o l’avremmo segregata e buttato la chiave? 

Nella mia visione di vita c’erano poche cose di cui non potevo fare a meno e una di queste era l’organizzazione ossessiva delle mie giornate, anche nelle piccole cose. Faceva parte del mio DNA e non potevo farci nulla, ma a volte mi chiedevo se potesse diventare limitante sotto altri punti di vista. Mi venne qui in soccorso un’intervista a Sophia Loren del 2009. Ecco alcune delle frasi che più mi hanno colpita:

Devi pensare ogni mattina a quello che devi fare. Deve essere un pensiero costante dentro di te […]

Non devi pensare, anche se sei molto giovane, all’amore. Per esempio quando avevo sedici anni mi piaceva stare sulla spiaggia con un ragazzo a guardare il tramonto. Poi questo pensiero lo facevo sparire completamente dalla mia testa, andavo a casa e cominciavo a studiare. […]

Non sono sacrifici, sono la volontà di fare qualcosa per te nella vita.

Personalmente non ero dell’idea che organizzare la propria vita e avere delle ambizioni potesse rivelarsi “alienante”, e che potesse eliminare ogni traccia di emotività e irrazionalità. Ovviamente sarebbe significato ricalibrare le proprie priorità, trovando altri punti di svago ed equilibri alternativi.

Ciò che mi aveva colpito maggiormente delle parole di Sophia Loren era stato proprio il voler fare qualcosa per se stessi e non vedere la nostra “corsa all’auto-realizzazione” come una strada seminata da sacrifici. Per quanto mi riguardava i sacrifici erano ben altro. I sacrifici erano rinunciare a un paio di scarpe perché quel mese si rischiava di rimanere al verde o rinunciare a una carbonara per entrare nei nostri jeans preferiti.

Tutto ciò che facciamo, in definitiva, è una nostra scelta guidata dalla volontà di cambiare e di raggiungere un obiettivo. Per rispondere alla prima domanda, quindi, ritenevo giusto organizzare la propria vita. Avere in mente un’idea limpida e chiara di ciò che vogliamo fare. Dove vogliamo arrivare.
Non rinunceremo mai alla nostra parte emotiva, nemmeno per un giorno, se quello che stiamo facendo lo facciamo con passione. Perché, di per sé, non c’è cosa più irrazionale di inseguire un traguardo. Tanto vale farlo bene.

 

Chiara Airoldi 

P.s. Per un boost di determinazione ti consiglio di guardare questo video. Clicca qui per vedere l’intera intervista. Sono 10:38, non siate pigri.


Cliccando qui scoprirete la new entry della mia rubrica: Women with pants. Una sezione dedicata a tendenze e lifestyle.

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