Ecco perché era meglio nascere negli anni ’20

Ho sempre avuto un’innata passione per i ruggenti anni venti e il proibizionismo. Gli speakeasy, i bootlegger e il contrabbando di distillati. Gli anni di Coco Chanel e della moda che rappresentava una donna libera. Il charleston e le macchine d’epoca. Fitzgerald e il Grande Gatsby. Insomma, dentro di me vi era una parte che avrebbe voluto nascere in quegli anni.

Avrei voluto cenare con un uomo vestito di tutto punto, ascoltando musica suonata da veri strumenti musicali e non da roba elettronica e artificiale.

Avrei voluto alzarmi la mattina a New York e vedere l’enorme insegna di Ziegfeld Follies, mentre centinaia di scarpe camminavano frenetiche per le strade della grande mela.

In tutto questo mi domandavo: l’uomo di quei tempi era così tanto diverso dall’uomo di oggi? Oltre alla moda, alla tecnologia e al cambiamento della società in generale, come era cambiato l’uomo negli anni?

Senza ombra di dubbio i libri e i film ci avevano insegnato che gli uomini in quegli anni erano molto diversi. La galanteria e i modi di porsi, lo spostare la sedia alla donna per farla sedere. Ci sono tante differenze con gli uomini di oggi. Oggigiorno il massimo della galanteria potrebbe essere il trattenere un rutto di fronte a una povera, ingenua ragazza.

Non avrei mai preteso che un uomo mi spostasse la sedia al ristorante, siamo comunque nel 2017. A malapena ci uscivo con un ragazzo. Ma ciò mi faceva pensare a quanto la realtà e gli uomini fossero cambiati nel tempo. Come le donne del resto. Anche loro, prima riservate e nella maggior parte dei casi pure e caste, erano cambiate nella società Web 2.0. Una cosa che rimpiangevo estremamente delle donne dell’epoca era il loro farsi corteggiare dall’uomo senza doverlo supplicare. Una donna stava lí, adagiata su un letto di allori ad aspettare che il più determinato conquistasse il suo cuore. E chissene fregava di chi fosse, lei rimaneva nel suo. Lui le spostava la sedia per farla sedere. E basta.

Molte donne oggi, al contrario, si lanciano a capofitto nella ricerca, sprovveduta e il più delle volte fallimentare, dell’uomo ideale. Quando quest’ultimo, diventato una donna degli anni 20, non muove un dito e vuole essere corteggiato. Non sembra tutto decisamente al contrario? Non penso che una donna, come succedeva in quegli anni, dovrebbe essere invisibile e senza una voce. Sarei una folle a pensarlo. Andrebbe contro ogni mio preconcetto e filosofia di vita.

Ma gli uomini, quelli con un carisma e modi un po’ più virili, si erano definitivamente estinti? Non esistevano realmente più?

Ci sono tanti motivi per cui gli uomini di quei tempi sono migliori rispetto a quelli di oggi. Primo fra tutti la loro dedizione al lavoro e il loro senso di responsabilità. L’uomo degli anni ’20 sin da giovane lavorava, o in borsa o come operaio. Ma lavorava. Oggi i ragazzi/uomini sono il più delle volte in ritardo sulla tabella di marcia. Magari si sono iscritti in università e non fanno nulla. Si crogiolano nel loro nido familiare e lí stanno fino alla fine degli studi, posticipando il proprio senso di responsabilità fino a dopo la laurea. Ovviamente ci sono le eccezioni, ma sono sempre poche del resto. Ma dov’erano nascoste?

Mi rendevo sempre più conto di quanto fosse raro trovare un uomo sano di mente, con dei principi stabili e un pizzico di virilità in più. Insomma, avrebbe fatto bene una cucchiaiata di anni ’20 in una brodaglia di maschi senza personalità.

Chiara Airoldi

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Uomini straordinari esistono anche oggi, a 100 anni di distanza dagli anni ’20… basta avere occhi per vederli, e cuore per incontrarli… Buon cammino!

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