Success seeker or failure avoider?

Guardando una convention sulla psicologia dell’auto-motivazione di Scott Geller ho come avuto un’illuminazione. A cosa ci riferiamo quando parliamo di motivazione? Ci sentiamo motivati?  E come capire se lo siamo realmente?
Le tre domande che Scott ci invita a porci sono:

  1. Can you do it? Credi di poterlo fare? Hai il tempo e le risorse per farlo?
  2. Will it work? Credi che il tuo comportamento ti porterà verso il risultato che desideri?
  3. Is it worth it? Ne vale davvero la pena?

Se affermiamo a tutte e tre le domande un coraggioso sì, allora saremo realmente empowered.
Ciò che sto apprendendo nel tempo è che per raggiungere un obiettivo, oltre alla motivazione, è necessario prendere consapevolezza della necessità di avere determinate competenze. Questo per rispondere alla prima domanda: l’istruzione e l’esperienza sono le due variabili senza le quali la motivazione resterebbe soltanto motivazione, trasformandosi in desiderio. Non possiamo aspettarci che un risultato ci piova dal cielo ed è per questo che studiamo, lavoriamo e ci aggiorniamo continuamente per raggiungere un arricchimento personale e professionale. E’ proprio di questo che voglio parlare: arricchimento personale, prima di tutto, prima di quello professionale. Perché quando scegliamo di iscriverci a un determinato corso universitario o quando decidiamo a quale tipo di posizione lavorativa mandare l’application, lo facciamo per arricchire noi stessi. Riconosciamo l’importanza che ha per noi. Molto più semplicemente: ci piace.

Spesso ho conosciuto persone che negavano l’utilità di avere una laurea: Cosa la fai a fare? Si laureano tutti e poi sul lavoro non sanno fare niente. E’ solo un pezzo di carta.
Ora, quante volte avete sentito questi luoghi comuni? Sono veramente reali? Ovviamente, c’è chi prende lo studio poco o tanto seriamente, come ci sono persone che prendono poco seriamente il proprio lavoro. Ma non è di questi casi isolati che voglio parlare.
Per esempio, per chi ha degli obiettivi, l’istruzione non deve essere vista come un obbligo ma, come dice Scott Geller, come un’opportunità. Tutto ciò che facciamo e ci adoperiamo a fare per il nostro futuro deve essere visto come un’opportunità. E da qui deriva una domanda fondamentale:

Siete success seeker o failure avoider? Ricercate il successo oppure cercate di evitare il fallimento? Se percepiamo come ostacoli gli step per raggiungere un’obiettivo saremo senza ombra di dubbio dei failure avoider. Magari supereremo uno step dietro l’altro, ma con la visione ristretta che non stiamo facendo nulla per noi stessi. Se, al contrario, vedremo in ogni step una diversa opportunità, allora saremo dei success seeker. E questo per rispondere anche alla seconda e terza domanda. Il comportamento che abbiamo nei confronti di una sfida è uno dei fattori critici di successo e solo se siamo consapevoli che ne valga la pena e siamo fortemente motivati raggiungeremo il nostro traguardo.

Motivazione, istruzione, pro-attività verso esperienze sempre più sfidanti e fake it ‘til you become it, sono solo alcuni degli ingredienti che fanno di una persona una persona di successo.

Chiara Airoldi

 

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